CREMA - 02/10/2017
ECCIDIO A LAS VEGAS
ECCIDIO A LAS VEGAS
(da New York) “Un momento devastante”, così si è espresso lo sceriffo Joe Lombardo commentando la scena della sparatoria avvenuta questa notte a Las Vegas durante il Route 91 Harvest Festival, uno dei più famosi concerti di musica country che aveva attirato, nella capitale del Nevada oltre 30mila persone. I primi dati parlano di 50 morti e oltre 400 feriti.
Autore dell’eccidio è un americano di 64 anni, Stephen Paddock, che piazzato al 32mo piano dell’hotel Mandalay Bay ha sparato sulla folla con un’arma automatica. L’uomo è stato ucciso dalla polizia che in questo momento è sulle tracce della compagna. “Abbiamo cercato di rispondere all’emergenza facendo il possibile per offrire sicurezza ai sopravvissuti”, ha continuato lo sceriffo, che tra le vittime piange anche due dei suoi uomini, che fuori servizio assistevano allo spettacolo.
Una testimone della sparatoria, Ivetta Saldana, ha dichiarato al “Las Vegas Review-Journal”: “È stato uno spettacolo horror. La gente era in piedi e poi cadeva a terra colpita come in un bowling”. “Era implacabile e continuava a sparare senza sosta”, hanno riferito altri testimoni commentando la sequenza di spari sulla gente. Intanto gli abitanti di Las Vegas si sono subito mobilitati per assistere gli spettatori e i primi soccorritori. Jessica Perez, appresa la notizia si è precipitata in macchina con cinque multipack di acqua. “Non potevamo stare a casa a non fare niente. Non potevo credere che tutto questo stava accadendo a casa mia”. Si attende la prossima conferenza stampa per chiarire dinamiche e motivazioni dell’eccidio.
“Profondamente rattristato per aver appreso della strage a Las Vegas”, Papa Francesco esprime la sua “vicinanza spirituale a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia insensata”. È quanto si legge in un telegramma di cordoglio per le vittime della strage avvenuta nella serata di ieri a Las Vegas, durante un concerto al “Route 91 Harvest Festival”. Nel telegramma, inviato a nome del Papa dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, a monsignor Joseph Anthony Pepe, vescovo di Las Vegas, Francesco rende omaggio “agli sforzi della polizia e del personale di soccorso nelle emergenze”, e prega “per i feriti e tutti coloro che sono morti”, affidandoli “all’amore misericordioso del Signore”.
“Il mio cuore e le mie preghiere come quelle di tutti i vescovi della Chiesa statunitense sono rivolti alle vittime della tragedia di Las Vegas”. Così il cardinale Daniel N. DiNardo, presidente della Conferenza episcopale degli Usa, commentando la sparatoria nella capitale del Nevada tra gli spettatori di un festival di musica country.
“Ci siamo svegliati stamattina e abbiamo appreso di questa notte di terrore inspiegabile che ha colpito la città”, continua il cardinale che raccomanda caldamente di prendersi cura dei feriti di quella che è stata definita “la sparatoria di massa più sanguinosa nella storia del Paese”. “La sola risposta all’oscurità del male – conclude DiNardo – è fare il bene, perché qualunque sia la profondità del buio, essa non supererà la luce”.
Intanto lo sceriffo Joe Lombardo, in una nuova conferenza stampa, ha dichiarato che il killer, Stephen Paddock, si è ucciso prima dell’ingresso degli agenti nella camera dell’hotel Mandalay Bay, da cui sono partiti i colpi mortali. Nella stanza la polizia ha rinvenuto circa 10 fucili. Increduli i familiari di Paddock, che raggiunti dalla Reuters hanno dichiarato di “non riuscire a spiegarsi le ragioni del gesto” e chiedono perdono alle famiglie delle vittime.
“La nostra nazione ha il cuore spezzato. Siamo addolorati e piangiamo con i familiari che hanno visto i loro amati uccisi o feriti la scorsa notta nell’orribile tragedia di Las Vegas” ha dichiarato in un comunicato il presidente Donald Trump che ha ordinato bandiere a mezz’asta in tutti gli uffici pubblici degli Usa e in tutte le ambasciate americane nel mondo, in segno di lutto.

CREMA - 02/10/2017
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